Type
Partie ou chapitre de livre
Titre
Associazionismo e partecipazione: Associations
Titre traduit
Associations and Participation
Auteur(s)
BIORCIO Roberto - Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (Auteur)
VITALE Tommaso - Centre d'études européennes et de politique comparée (Auteur)
Éditeur
Milano : Edizioni Franco Angeli
Pages
458 - 463 p.
ISBN
9788856831061
Mots clés
Civicness, Associations, Third Sector, Participation, Mobilizations, Voluntary Sector
Résumé
IT
L’Italia è sempre stata caratterizzata da un livello di partecipazione associativa molto basso, se paragonato ad altri Paesi europei. Il dato continua ad impressionare gli osservatori, fin dalla ricerca di Almond e Verba sulla cultura civica [1963, p. 246]. In un contesto in cui l’integrazione politica era ampiamente basata su culture politiche di partito, la maggior parte delle reti associative era collaterale ai partiti politici di massa [Biorcio, 2007, p. 189]. Per questo, per discutere i tratti contemporanei dell’associazionismo, dobbiamo adottare una prospettiva di medio periodo, e analizzare i cambiamenti che si sono succeduti nel corso degli ultimi due decenni, e più precisamente a partire da “Tangentopoli” e dal crollo dei partiti di massa. Il capitolo discute le caratteristiche principali di chi partecipa, nonché i luoghi di impegno, mobilitazione e socialità, e conclude presentando le principali sfide della partecipazione associativa nella società italiana (mantenerne la vitalità, la difficoltà di voice e critica alla sfera politica, la partecipazione alla programmazione delle politiche). Il capitolo discute anche le “vecchie” sfide interpretative che continuano ad interrogare la ricerca sociologica. Il grande tema delle “determinanti” del coinvolgimento associativo torna di attualità: se le variabili socio-professionali classiche aiutano a comprendere la distribuzione interna al mondo dei partecipanti, occorre analizzare meglio le ragioni dei livelli così bassi di partecipazione in Italia. Lungi da essere una questione che ha trovato risposte esaustive nei lavori di Almond e Verba prima, e di Putnam in seguito, e di molta ricerca italiana fin dall’inizio degli anni ’90, il quesito vede tutt’ora la ricerca impegnata ad esplorare nel dettaglio i fattori contestuali dell’azione collettiva e a “immaginare” diverse spiegazione. Diversi fattori contestuali sono stati studiati separatamente negli ultimi anni: la collocazione geografica e spaziale delle associazioni, la presenza – o meno – di canali istituzionali di mediazione degli interessi e di accesso ai processi decisionali o deliberativi, le principali fratture su cui si strutturano i conflitti contemporanei, la dinamica economica (non solo sul piano del reddito ma anche della valorizzazione delle credenziali scolastiche e delle competenze acquisite), i repertori di azione e di coordinamento legittimi e maggiormente diffusi nel territorio di riferimento (ad esempio il ricorso ad eventi, o la costruzione di luoghi stabili di socialità, o la fornitura di servizi e beni pubblici, la protesta via internet, la costruzione di luoghi di confronto, le campagne di consumerismo politico, e così via). Nei prossimi anni la sfida consisterà nel mostrare il modo in cui questi fattori si combinano in ciascun contesto territoriale, e nell’incrementare la ricerca comparativa in proposito (...).
CITATION BIBLIOGRAPHIQUE
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