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Editorial. «In-dipendence». Control and emancipation paths of cultural minorities in European social history of education

 

Notice

Type:   Numéro de périodique
 
Titre:   Editorial. «In-dipendence». Control and emancipation paths of cultural minorities in European social history of education
 
Auteur(s):   Vitale, Tommaso (1973-...) - Centre d'Études Européennes et de Politique Comparée (Directeur de publication ou de collection)
Bravi, Luca (Directeur de publication ou de collection)
 
In:   Rivista di Storia dell‘Educazione
 
Date de publication:   2017-07-04
 
Volume:   4
 
Numéro:   1
 
Pages:   126  p.
 
DOI:   https://doi.org/10.4454/rse.v4i1.18
 
Résumé:   [it] 1ères lignes : A partire dal processo di costituzione degli Stati-nazione in Europa, le relazioni so-ciali si sono intrecciate e delineate intorno al complesso ambito di confini politici e culturali non sovrapponibili tra loro (Fiamingo e Giunchi 2009). L’elaborazione d’iden-tità nazionali ha così costruito le categorie di insider ed outsider edificandole principal-mente sulla base di confini impressi sulla carta geografica. Non si tratta d’immaginare un costante scontro tra maggioranze nazionaliste e minoranze culturali, linguistiche, di genere e religiose all’interno degli Stati, perché in realtà le une e le altre hanno sempre abitato e vissuto in uno spazio necessariamente condiviso, sebbene con tensioni com-petitive e conflitti. È invece utile, senza scadere nelle facili generalizzazioni, analizzare le forme di governance attivate dagli Stati europei per il controllo delle minoranze ed i contrapposti tentativi fatti dagli outsider per proteggere la propria specificità e la pro-pria permanenza su territori di cui anche le minoranze si sentivano legittimamente parte (Le Galès e Vitale 2015, 7-17). Ricostruire una storia sociale dell’educazione relativa a questi percorsi permette di analizzare più approfonditamente il punto d’incontro tra elementi di dipendenza/con-trollo e quelli legati all’emancipazione, perché entrambi questi processi hanno operato attraverso politiche educative esplicite o implicite, messe in atto per omologare, assimi-lare, integrare oppure per resistere (Betti et al. 2009). In Spagna, a partire dal 1492, musulmani ed ebrei erano stati espulsi e perseguitati, alcuni di loro si convertirono in modo fittizio alla religione cattolica per permanere sui territori in cui avevano sempre vissuto. In Russia dal 1792, le comunità ebraiche, prima espulse dall’impero, furono ammassate nella parte occidentale del territorio. In alcuni contesti europei, la fine del Settecento segnò l’introduzione progressiva di legislazioni più tolleranti verso specifiche minoranze: nel 1781 nell’impero austroungarico, Giusep-pe II introdusse la tolleranza religiosa dopo che la madre, Maria Teresa d’Austria, aveva perseguitato i protestanti deportandoli in Transilvania ed emanato ordini di espulsio-ne rivolti agli ebrei, alimentando di fatto un forte antisemitismo. Entrambi i sovrani dell’impero avevano attivato e mantennero costantemente una politica assimilazionista, legata in particolare alla rieducazione coatta dei rom presenti nei propri confini.Rivista di storia dell’educazione, 1/2017, pp. 5-12 Corresponding author:ISSN 2384-8294 Luca Bravi, lucabravi76@gmail.com (università?)Tommaso Vitale, tommaso.vitale@sciencespo.fr (università?)
 
 

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Version de l'auteur bravi-vitale-in-dipendenza.pdf 0,52 MB
 

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