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in In nome di chi? Partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni locali Publié en 2007
VITALE Tommaso
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Da sempre le città sono luoghi di conflitto. Gruppi più o meno organizzati protestano, contestano, criticano, negoziano, si indignano, fanno accordi e compromessi, scendono in piazza, invadono le strade e costruiscono spesso servizi e risposte mutualistiche. Ma anche in questo caso, a volte tornano a sfidare, pungolare e pressare i politici eletti, problematizzando temi esclusi dall’agenda politica. Le linee di conflitto che si aprono fra partecipanti e rappresentanti eletti democraticamente sono tensioni generative per la vita democratica urbana. Ma nelle città non ci sono solo contrasti fra partecipanti e rappresentanti: emergono anche le tensioni fra partecipanti e rappresentati. I movimenti urbani prendono la parola e parlano in nome di qualcuno. In nome degli abitanti, dei cittadini, dei lavoratori, delle donne. Si attivano e, nel partecipare, avanzano proposte e critiche in nome di un gruppo più ampio, che provano a rappresentare. Non è detto, però, che i soggetti in nome di cui i movimenti urbani parlano accettino di essere rappresentati, anche perché le pratiche di protesta non convenzionale e di azione diretta non hanno forme legittime di rappresentanza, sorvegliate e periodicamente messe alla prova. Il libro affronta le diverse linee di tensione fra partecipazione e rappresentanza attraverso una pluralità di voci e approcci teorici. Costruito sulla base di alcuni studi di caso – Berlino, Buenos Aires, Grenoble, Firenze, Los Angeles, Milano, New York, Palermo, Parigi, Venezia – vede la collaborazione di studiosi di movimenti e conflitti urbani di fama internazionale: Massimiliano Andretta, Marion Carrel, Daniel Cefaï, Nina Eliasoph, Charlotte Halpern, Margit Mayer, Andrea Membretti, Nicola Montagna, Lorenzo Mosca, Gabriel Nardacchione. Dai problemi di rappresentanza interna ed esterna dei movimenti urbani ai processi di istituzionalizzazione, dai rapporti fra movimenti urbani, partiti, sindacati e movimenti per la giustizia globale all’azione collettiva su scale differenti, dal ruolo degli esperti e dei tecnici alle tensioni fra fornitura di servizi e rappresentanza di interessi, il volume sviluppa le diverse tematiche articolando costantemente analisi empirica e riflessione teorica.

in Global Islamophobia: Muslims and Moral Panic in the West Publié en 2012-05
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During the 2000s, the intellectual field played a determinant role in the development of islamophobia in Italy. Beyond the public declarations of numerous right-wing political leaders opposed to multiculturalism regularly proclaiming the moral inferiority of Islam, and a level of popular and institutional hostility towards Muslims that constitutes a record for Western Europe (EUAFR 2009), we find in Italy the mobilization of cultural producers behind an intellectual Islamophobia (...).

in Mouvements Publié en 2002
COUSIN Bruno
VITALE Tommaso
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Le champ intellectuel français a jusqu’ici été peu concerné par la controverse provoquée en Italie, après les attentats du 11 septembre, par la publication de La rage et l’orgueil, véritable manifeste anti-islamique présentant des thèses violemment xénophobes. Après sa parution en français et hélas le succès de librairie qui s’annonce, il convient de revenir sur le contenu du livre qui, avec plus d’un million d’exemplaires vendus, caracole toujours en tête du classement des best-sellers de la Péninsule [Premier paragraphe]

Project coordinator: Frank Moulaert (Katoliek Universiteit Leuven). Posted on line on the Social Science Research Network at at http://papers.ssrn.com/abstract=922560. In 2010 it has been listed on SSRN's Top Ten download list.

in Skill Publié en 2009
RIPAMONTI Ennio
VITALE Tommaso
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Il presente documento vuole mettere in risalto alcuni elementi che rappresentano delle vere e proprie specifiche di qualità nei progetti di sviluppo della coesione sociale. A partire dalle esperienze dei due progetti realizzati in Lombardia e dalle buone prassi nazionali ed internazionali si intende far emergere alcune linee guida per la progettazione e la gestione di progetti di sviluppo locale, considerando in particolare: i contenuti delle azioni progettuali e i possibili impatti attesi, i tempi e le fasi di attuazione, i meccanismi di integrazione delle reti e della partecipazione, il rapporto tra responsabilità delle istituzioni pubbliche e realtà private, le modalità di accesso ed utilizzo delle risorse pubbliche e private (...).

in Le sfide della sostenibilità. Risorse ambientali, qualità sociale, partecipazione pubblica Publié en 2010-01
VITALE Tommaso
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Gli studi urbani hanno spesso la tentazione di considerare i problemi come autoevidenti. Quasi vi fosse un nesso diretto e immediato fra esperienza dell’individuo e discorso pubblico. La sociologia politica, e gli studi sui movimenti sociali in particolare, hanno messo profondamente in discussione questa convinzione implicita. Per quanto un fenomeno possa essere vissuto come problematico a livello individuale, o anche a livello collettivo (o, più precisamente, da parte di un collettivo) ciò non basta a suscitare una tematizzazione pubblica. A partire dalla disamina di diversi risultati empirici di ricerche effettuate su politiche locali, il capitolo mostra come la sostenibilità di una politica emerga nel momento in cui il suo disegno, e la sua implementazione, tenga insieme, alimentando reciprocamente diritti della persona e protagonismo del territorio. Trasferendo poteri agli individui (e non solo ai territori) e diritti al territorio (e non solo agli individui). Una pista di ricomposizione dello stato assai interessante da esplorare, non solo per le politiche sociali ovviamente (...).

in La Croix Publié en 2018-06-21
HASENKNOPF Raphaël
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1ères lignes : Après la proposition du ministre de l’intérieur italien Matteo Salvini de recenser les Roms dans son pays, la polémique ne désenfle pas. Le sujet n’est pourtant pas nouveau dans le discours de son parti, La Ligue. Depuis lundi 18 juin, une large partie de la classe politique italienne, y compris au sein de la coalition gouvernementale, s’indigne de la dernière proposition choc du ministre de l’intérieur et vice-premier ministre, Matteo Salvini (La Ligue, extrême droite) : recenser les Roms pour pouvoir mieux expulser ceux qui se trouvent en situation irrégulière. « Les Roms italiens, malheureusement, tu dois te les garder à la maison », avait ajouté Matteo Salvini sur le ton du regret, sur une chaîne de télévision régionale de Lombardie.Cette annonce a créé une onde de choc dans le pays, faisant resurgir le spectre du fascisme et – selon les termes de députés italiens – des « nettoyages ethniques » de 1938, sous Mussolini, où l’on a commencé par ficher les Juifs de la même façon

in Programmare i territori del welfare. Attori, meccanismi ed effetti Publié en 2013-10
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In tutta Europa stiamo assistendo a un duro ciclo di austerità, pilotato strettamente dagli Stati (Le Galès, 2011). I bilanci per le politiche sociali e assistenziali risentono particolarmente di queste scelte, soprattutto a livello locale. Finora la crisi economica è stata affrontata riducendo la spesa sociale e gli investimenti nelle politiche di coesione, e rinforzando piuttosto i sostegni economici al sistema finanziario (Grossman, Woll, in corso di stampa). La rilevanza nei bilanci statali delle risorse impegnate a pagare gli interessi sul debito pubblico è tale da non lasciare grandi margini di azione ai governi nazionali nell’allocazione delle risorse non vincolate (Streeck, Mertens, 2011). Dal punto di vista dei Comuni, sembra impossibile prevedere il momento in cui si allenterà questa stretta ai trasferimenti per il welfare locale (Vitale, 2012): per l’Italia, i dati più recenti a nostra disposizione ci dicono che, quando la crisi era appena cominciata, fra il 2009 e il 2010, le risorse impiegate per il welfare locale calarono già dell’1,5% (ISTAT, 2013, p. 2) (...).

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