Type
Article
Titre
Segregazione spaziale e forme di riconoscimento. Delle piste percorribili
Titre traduit
Spatial Segregation and Forms of Recognition. A Feasible Strategy
Dans
Planum. The Journal of Urbanism
Volume
1 (2014)
Numéro
28
Pages
40 - 43 p.
ISSN
17230993
Mots clés
urban sociology, segregation, Roma, Milan, visual sociology
Résumé
IT
Uno dei problemi principali che la ricerca comparativa sulle politiche nei confronti dei rom ha messo in luce negli ultimi 10 anni è la marcata negazione di riconoscimento dei Rom da parte di molte autorità locali. Molte cose sono state fatte contro i Rom, ma anche a loro favore, senza tuttavia costruirle con loro, senza cioè sviluppare un’interlocuzione diretta, senza passare dalle loro forme di rappresentanza. La questione è stata cosi stridente, che movimenti e associazioni di Rom e di altri gruppi minoritari sono riusciti a farla risalire fino alla Commissione europea e al Consiglio di Europa. Oggi nelle linee guida per le politiche in favore delle minoranze rom e gitane il punto si staglia per importanza. Le indicazioni di politica pubblica sono assai chiare, non basta fare degli interventi e mettere in atto delle misure: l’adeguatezza della spesa pubblica dipende dal fatto che le politiche siano pensate e discusse con i diretti beneficiari a cui sono rivolte. Siamo ancora lontani da un’applicazione seria di queste linee guida, ma ciò non vuol dire che non si possa già cogliere la traccia di un cambiamento profondo. E gli effetti positivi di politiche realizzate a partire da un riconoscimento delle capacità di azione dei Rom stessi si iniziano già a rilevare. La svolta in direzione della soggettività dei rom, della loro dignità e della loro capacità di azione non è certo ancora compiuta. Il caso dello sgombero di via Malaga a Milano mostra ancora un volta la storia di uno sgombero con poche alternative. La segregazione spaziale ha un impatto diretto sulla salute e sull’accesso ai servizi, così come la scarsa scolarizzazione ha effetti negativi sulle capacità di attivarsi nel mondo del lavoro, ciò che a sua volta rende più difficile la costruzione di percorsi di uscita dalla segregazione spaziale nei campi. Ogni fattore è connesso agli altri e ha sugli altri effetti retroattivi e rafforzativi. Se si può individuare un fattore che però è al centro di tutte le relazioni causali questo è senz’altro quello dellasegregazione spaziale, centrale nel co-determinare tutte le altre forme di esclusione e deprivazione. Ma per invertire gli effetti della segregazione e della grande precarietà abitativa non serve sgomberare in assenza di alternative. Le politiche pubbliche che hanno ragionevoli possibilità di avvicinare gli obiettivi della riduzione dell’esclusione e dell’ampliamento dell’integrazione investono sulla costruzione di processi e meccanismi stabilizzati e continui nel tempo, ma modificabili in base all’esperienza e ai risultati, di traduzione tra comunità rom e società maggioritaria. Per traduzione si intende nell'articolo una conoscenza reciproca della cultura, dei codici e dei processi che guidano i rispettivi atteggiamenti e comportamenti sociali, a partire da un forte rispetto e da uno sguardo capace di riconoscere l’altro.

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